
Crollo WLFI e perdite record: AI Financier rischia di non sopravvivere al 2026
La crisi delle crypto treasury torna sotto i riflettori dopo l’ultimo bilancio pubblicato da AI Financial Corporation, società fintech quotata al Nasdaq e legata all’ecosistema World Liberty Financial (WLFI).L’azienda...
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Uno sviluppo di rilievo scuote i mercati delle criptovalute. La crisi delle crypto treasury torna sotto i riflettori dopo l’ultimo bilancio pubblicato da AI Financial Corporation, società fintech quotata al Nasdaq e legata all’ecosistema World Liberty Financial (WLFI). L’azienda ha ammesso apertamente che esistono “dubbi sostanziali” sulla propria capacità di continuare a operare nei prossimi dodici mesi, dopo aver registrato una perdita netta trimestrale di 271 milioni di dollari. Dietro il rosso di bilancio c’è soprattutto il crollo del valore dei token WLFI detenuti dalla società.
Una situazione che riaccende il dibattito sui rischi delle strategie aziendali basate su grandi riserve crypto illiquide, soprattutto quando gli asset acquistati non possono essere venduti liberamente sul mercato. Le perdite sui token WLFI travolgono i conti della società La società, oggi identificata sul mercato con il ticker AIFC ma precedentemente nota come ALT5 Sigma Corporation, aveva avviato il proprio programma di tesoreria WLFI nell’agosto del 2025. L’operazione era stata presentata come una scelta strategica per esporsi al settore crypto e cavalcare la crescita dell’ecosistema World Liberty Financial.
Dinamiche di mercato
Secondo i dati finanziari pubblicati, AI Financial possedeva circa 7,3 miliardi di token WLFI in bilancio. Il problema è che il forte ridimensionamento del prezzo del token ha avuto un impatto devastante sui conti trimestrali della società. L’azienda aveva acquistato i token a un prezzo medio vicino a 0,20 dollari.
Alla fine di marzo 2026 il valore di mercato di WLFI era però sceso attorno a 0,097 dollari, provocando una svalutazione non realizzata di circa 348 milioni di dollari. Nel frattempo il prezzo del token ha continuato a indebolirsi ulteriormente, arrivando vicino a 0,06 dollari secondo i dati di CoinGecko. Questo significa che le perdite potenziali potrebbero essere persino superiori rispetto a quelle già riportate nel trimestre.
Uno degli aspetti più delicati riguarda inoltre i vincoli contrattuali legati ai token. AI Financial ha infatti spiegato che le clausole di lock-up impediscono alla società di liquidare rapidamente le proprie partecipazioni. In pratica, l’asset principale che dovrebbe sostenere il valore aziendale non può essere convertito liberamente in liquidità.
Impatto sui mercati
Nel documento finanziario la stessa società ha riconosciuto che non esiste alcuna garanzia di poter monetizzare questi token ai valori correnti, o addirittura di riuscire a venderli in futuro. Alla fine del trimestre il patrimonio totale dell’azienda risultava pari a circa 960 milioni di dollari. In forte calo dunque rispetto agli oltre 1,2 miliardi registrati alla fine del 2025.
Anche il capitale circolante mostra segnali di forte pressione, con passività correnti superiori alle attività disponibili. La liquidità è salita a 10,5 milioni di dollari dopo un prelievo da 15 milioni effettuato a gennaio nell’ambito di un accordo di prestito con WLFI al 4,5% annuo. Tuttavia, per molti osservatori, questi numeri non bastano a rassicurare il mercato.
Il caso AI Financial riapre i dubbi sulle treasury crypto aziendali Nonostante il crollo legato alle partecipazioni crypto, il business fintech operativo della società ha continuato a generare ricavi. Nel trimestre il segmento fintech ha prodotto circa 4,7 milioni di dollari di fatturato. Vale a dire leggermente meno rispetto al periodo precedente, mentre il profitto lordo è migliorato rispetto all’anno scorso.
I mercati delle criptovalute seguono da vicino questo sviluppo, mentre gli investitori valutano il potenziale impatto sui prezzi.




