
Dershowitz: “Per Trump sullo ius soli brutta sconfitta. Se vince il voto di midterm ci riproverà”
Leggi in app Dershowitz: “Per Trump sullo ius soli brutta sconfitta. Se vince il voto di midterm ci riproverà” dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli () Il professore di legge a Harvard: “Il suo ordine esecutivo...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Dershowitz: “Per Trump sullo ius soli brutta sconfitta. Se vince il voto di midterm ci riproverà” dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli () Il professore di legge a Harvard: “Il suo ordine esecutivo era chiaramente da bocciare, ma se le Camere varassero una nuova legge i giudici potrebbero ricredersi” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 01 Luglio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura NEW YORK – «Attenzione, la storia non finisce qui. La vera partita politica si giocherà alle elezioni di midterm a novembre, se è vero quello che sostiene Alan Dershowitz, professore di legge a Harvard e alleato di Trump: «La sentenza della Corte Suprema sullo ius soli è una sconfitta per il capo della Casa Bianca, su questo non ci sono dubbi, ma può essere aggirata con una legge approvata dal Congresso.
Mi aspetto che lui ci provi, e se riuscirà a farla votare non credo che i giudici bocceranno un testo sancito dal Parlamento». Cosa pensa della sentenza? «La Costituzione è molto chiara: se sei nato negli Stati Uniti e soggetto alla loro giurisdizione, sei cittadino.
I dettagli
Magari molti pensano che sia una disposizione stupida, che non ci sia motivo per cui una persona nata accidentalmente in un Paese debba esserne cittadina, se non ha alcun legame con tale Paese, però è nella Costituzione». Quindi perché non sarebbe detta l’ultima parola? «C’è una via d’uscita per Trump.
Si basa sulla seconda clausola dell’Emendamento, che richiede alle persone interessate al passaporto di essere soggette alla giurisdizione degli Stati Uniti, per ottenerne la cittadinanza. Il Congresso potrebbe approvare una legge per chiarire che le persone appena nate nel Paese, dove non passano il loro tempo, o con cui non hanno legami, non sono considerate soggette alla sua giurisdizione. Così potrebbe annullare o limitare questa sentenza, che era peraltro del tutto prevedibile e direi scontata».
() Perché prevedibile? «Perché l’ordine esecutivo varato da Trump era troppo ampio e quindi incostituzionale. Se però il Congresso approvasse una legge per affermare che un bambino nato negli Stati Uniti, dove ha passato solo una settima, senza alcun legame con il Paese, non è soggetto alla sua giurisdizione, potrebbe limitare la sentenza, se non annullarla».
Cosa dicono gli esperti
E lei pensa che la Corte Suprema lo accetterebbe? «Nella sentenza non ha accennato al ruolo del Congresso, lasciandogli quindi lo spazio per agire. Sospetto che la questione tornerà davanti alla Corte, nei prossimi anni».
E il risultato stavolta potrebbe essere diverso? «La decisione in realtà è stata presa con 5 sì e 4 no, se consideriamo la posizione intermedia di Kavanaugh, e sospetto che la Corte confermerebbe una legge approvata dal Congresso. Perciò penso che questo sia l’inizio del processo, non la fine».
La sentenza è stata una sconfitta politica per Trump? «Sì, certo, ma non così devastante o irrimediabile.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





