
Flotilla, altri due giorni di carcere per gli attivisti trattenuti. Attesi in Italia alcuni fermati
Leggi in app Flotilla, altri due giorni di carcere per gli attivisti trattenuti. Attesi in Italia alcuni fermati di Alessia Candito Il giudice di Ashkelon ha prolungato la detenzione del brasiliano Thiago Avila e dello...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Flotilla, altri due giorni di carcere per gli attivisti trattenuti. Attesi in Italia alcuni fermati di Alessia Candito Il giudice di Ashkelon ha prolungato la detenzione del brasiliano Thiago Avila e dello spagnolo palestinese Saif Abukashek. Protestano Spagna e Brasile 03 Maggio 2026 alle 13:16 2 minuti di lettura Thiago Avila e Saif Abukashek , i due membri del direttivo della Global Sumud Flotilla fermati durante il raid della Marina israeliana e portati ad Ashkelon a differenza degli altri 173, liberati in Grecia , dovranno rimanere nel carcere di Shika in Israele almeno altri due giorni.
Provati, stanchi, da giorni in sciopero della fame per protestare contro violenze e abusi subiti, i due sono comparsi in aula con indosso la divisa marrone dei detenuti. Sul volto, Avila mostrava i segni delle botte ricevute, su cui già ieri il personale consolare brasiliano che era riuscito a incontrarlo in carcere, aveva lanciato l’allarme. Sui polsi dello spagnolo-palestinese Saif Abukashek invece c’erano ancora i segni delle fascette con cui gli sono stati legati i polsi per quasi due giorni.
I dettagli
Un “trattamento inumano” lo hanno definito gli avvocati della ong Adalah che li assistono, sollevando la questione durante l’udienza, ma su cui il tribunale non è intervenuto. Contro i due attivisti accuse di terrorismo Il giudice del tribunale locale ha invece accolto parzialmente la richiesta dell’avvocato dello Stato, che aveva chiesto per entrambi altri quattro giorni dietro le sbarre perché sospettati di “assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con agenti stranieri, fornitura di servizi e trasferimento di beni per conto di un'organizzazione terroristica”. Non si tratta di un’incriminazione formale ma di ipotesi di reato “sotto indagine” che comunque in Israele rende possibile il prolungamento della detenzione.
L’ira di Spagna e Brasile: “azione illegale” Inutilmente gli avvocati di Adalah che assistono i due attivisti hanno contestato l’assenza di base legale della detenzione stessa, ricordando che Avila e Abukashek sono stati catturati in acque internazionali di competenza europea. Il verdetto rischia di rendere ancor più tesi i rapporti con Spagna e Brasile , che già nei giorni scorsi con una nota congiunta hanno condannato “il rapimento dei nostri connazionali in acque internazionali”. Raid, cattura e deportazione in Israele di Avila e Abukasheck – si leggeva – sono “ azione palesemente illegale, al di fuori della loro giurisdizione, che costituisce un affronto al diritto internazionale, è soggetta a giudizio dinanzi ai tribunali internazionali e si configura come reato penale ai sensi delle nostre rispettive giurisdizioni".
Concetti ribaditi ieri dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares che ha chiesto l’immediato rilascio di Saif Abukashek, da oltre vent’anni cittadino spagnolo, fermato in acque internazionali con un raid "completamente illegale" e "inaccettabile", "al di fuori di qualsiasi giurisdizione".
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





