
Folla e cori da stadio al Salone per Roberto Baggio: “Da piccolo andavo anche a cena con il pallone”
Leggi in app Folla e cori da stadio al Salone per Roberto Baggio: “Da piccolo andavo anche a cena con il pallone” di Martina Tartaglino (ansa) Il “divin codino” si racconta, tra famiglia, buddismo e quel rigore...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Folla e cori da stadio al Salone per Roberto Baggio: “Da piccolo andavo anche a cena con il pallone” di Martina Tartaglino (ansa) Il “divin codino” si racconta, tra famiglia, buddismo e quel rigore sbagliato a Pasadena “che ancora mi tormenta quando di notte non riesco a dormire” 14 Maggio 2026 alle 20:48 3 minuti di lettura «Vi ringrazio di essere qua non mi aspettavo questa attenzione e quest’affetto», è un Roberto Baggio sinceramente sorpreso quello che entra nella Salo Oro del Padiglione Oval del Lingotto per presentare insieme a Marco Missiroli “Luce nell’oscurità” (Rizzoli) il libro scritto insieme alla figlia Valentina e a Matteo Marani. Il “divin codino” è stato accolto da centinaia di persone che hanno intonato cori con il suo nome. Tantissimi i bimbi con la maglia azzurra della Nazionale.
(ansa) «In questo libro mi è stato chiesto di raccontare come è stata la mia vita se la mia esperienza può aiutare qualcuno a uscire da un problema per me è importante» ha raccontato Baggio. Tanti i temi toccati durante l’intervista dall’educazione familiare alla pratica buddhista, dai sogni di bambino fino a quelli sfumati da adulto. “Il momento più duro della mia vita?
I dettagli
Forse per il sogno che avevo da bambino - che era quello di giocare a calcio - è stato davvero dopo l'infortunio di Rimini, quando giocavo nel Vicenza. Erano anni diversi da quelli che viviamo ora, era diverso il modo di operare, era diverso tutto, anche la riabilitazione che si faceva. Purtroppo in quegli anni chi si rompeva il crociato smetteva di giocare, e questo non mi aiutava.
Però ho avuto comunque la fortuna, nonostante l'operazione, poi di imparare a lottare, di andare oltre al dolore, perché se non avessi imparato questo non avrei fatto la mia carriera». “Sogni ancora di fare gol? ” chiede Missiroli, mentre fuori dai padiglioni del Lingotto infuria una tempesta di vento.
“Eh” risponde l’ex Pallone d’oro. “Mi succede quando vado a letto. Se prendo sonno subito allora no, però se magari per qualche motivo mi metto a pensare poi vado lì con la mente e ripenso a quel giorno e mi dico “pensa se fosse andata diversamente, sarebbe stato bello”, il chiaro riferimento è al rigore sbagliato a Pasadena, durante la finale mondiale di Usa ’94 contro il Brasile.
Cosa dicono gli esperti
«Ho smesso di giocare il 16 maggio di 22 anni fa. La mia seconda vita è bellissima perché posso fare tante cose che prima non potevo fare, stare con la mia famiglia, i miei amici. Ti rendi conto che le cose veramente importanti sono quelle che vanno oltre» confessa Baggio che oggi vive una vita quasi del tutto lontana dal mondo del calcio, nonostante una passione nata da bambino: «Per me da piccolo esisteva solo il pallone, me lo portavo a tavola, a scuola.
Avevo paura che qualcuno me lo rubasse. Volevo giocare a calcio 24 ore al giorno, anche con la pallina da tennis in corridoio, già andare a dormire era superfluo». Anche quando la sua carriera è passata sotto i riflettori?
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





