
Folle sorpasso e falcia quattro ciclisti, una donna muore
Un folle sorpasso su una strada stretta e piena di curve, nonostante il divieto ben segnalato dalla striscia continua tra le due corsie, poi lo schianto che ha ucciso sul colpo Nicoleta Rusu, una 41enne di origine...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Un folle sorpasso su una strada stretta e piena di curve, nonostante il divieto ben segnalato dalla striscia continua tra le due corsie, poi lo schianto che ha ucciso sul colpo Nicoleta Rusu, una 41enne di origine romene che era in bici con un gruppo di amici. La tragedia, che ha scosso i tanti amici che con la donna condividevano l'amore per il ciclismo, è accaduta stamattina a Pioppo, frazione di Monreale, sulla Statale 186. "L'abbiamo visto arrivare all'improvviso", hanno detto i tre uomini che erano con la vittima.
Tra loro il compagno che è stato portato sotto choc al pronto soccorso. Nicoleta e l'uomo, un odontotecnico, si erano conosciuti 4 anni fa e condividevano la passione per la bicicletta. Lui è riuscito miracolosamente a schivare il veicolo nonostante fosse in testa al gruppetto.
I dettagli
Un altro dei ciclisti ha riportato lievi ferite ed è stato trasferito in codice giallo all'ospedale Ingrassia; illeso il quarto amico. Secondo le prime ricostruzioni, durante il sorpasso in un tratto a linea continua, dunque, una Fiat 500X diretta a Pioppo e condotta da Giuseppe Lucia, 38 anni, ha invaso l'altra corsia investendo i ciclisti che andavano a Palermo. La salma è stata restituita dai magistrati ai familiari.
Indagano la Polizia Municipale e i carabinieri di Pioppo e Monreale coordinati dalla Procura guidata da Maurizio de Lucia. Sull'automobilista sono stati disposti gli esami alcolemici e tossicologici. L'alcoltest è risultato negativo.
L'uomo, dopo l'incidente non si è allontanato e avrebbe collaborato con gli investigatori. "Vogliamo ricordarti così Nicoleta. Con il tuo sorriso contagioso e solare, così come contagioso era il tuo amore per la bicicletta.
Cosa dicono gli esperti
Oggi l'ennesimo omicidio stradale, ancora ad opera di un pirata della strada, ci ha tolto una vita. Tutto questo non è più accettabile, non è più sopportabile. Alla sua famiglia, al nostro caro Andrea Calandra e al presidente della ASD Sport e Nutrition giunga il nostro abbraccio e le nostre più sentite condoglianze", ha scritto Federciclismo Sicilia.
"Solo un criminale può fare un sorpasso in quel tratto di strada. È una tragedia per tutti noi. La nostra ciclista è stata falciata e non ha avuto scampo.
Le ferite riportate nello scontro sono terribili. Non si può morire così", ha detto Fabrizio Cavaliere, del comitato regionale della Federiclismo. "Da tempo abbiamo avanzato proposte di legge per tutelare i ciclisti - ha commentato Diego Guardì presidente della Federciclismo Sicilia - Serve una legge per tutelare i tesserati ma anche le massaie.
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





