
Gianni Rezza: “Giusto cautelarsi ma rispetto al Covid il contagio è più difficile”
Leggi in app Gianni Rezza: “Giusto cautelarsi ma rispetto al Covid il contagio è più difficile” di Michele Bocci (ansa) L’infettivologo, tra gli esperti in prima linea durante l’ultima pandemia: “Stavolta il rischio è...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Gianni Rezza: “Giusto cautelarsi ma rispetto al Covid il contagio è più difficile” di Michele Bocci (ansa) L’infettivologo, tra gli esperti in prima linea durante l’ultima pandemia: “Stavolta il rischio è basso” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 10 Maggio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Giovanni Rezza è professore di Igiene al San Raffaele di Milano. Per anni ha guidato le Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, prima di diventare il capo della Prevenzione del ministero alla Salute. È infettivologo ed epidemiologo ed è stato tra coloro che hanno deciso come affrontare la pandemia del coronavirus.
La decisione di isolare quattro persone in Italia è preoccupante? «No, perché sono tutte asintomatiche, sane e sembra che non abbiano avuto contatti stretti e prolungati con la persona malata, rimasta a bordo pochi minuti. Le misure sono giuste, ispirate alla massima precauzione.
I dettagli
In generale il rischio globale legato all’Hantavirus rimane molto basso». Quindi non si rischia un’altra pandemia come con il Covid? «Molto probabilmente no, in quanto non è stata dimostrata la trasmissione pre sintomatica e inoltre essendo l’Hantavirus molto aggressivo i malati vengono facilmente identificati e isolati.
Non sono quindi in grado di trasmettere l’infezione, che tra l’altro fatica di più a passare da una persona all’altra». Quando avviene la trasmissione dell’Hantavirus da uomo a uomo? «Ci sono pochi studi disponibili, visto che negli anni passati abbiamo osservato solo un paio di focolai in Argentina, dove c’è stata trasmissione inter umana.
Però va ricordato sempre che le epidemie sono state contenute con misure di sanità pubblica, come appunto l’isolamento». Chi trasmette il virus? «Secondo quanto riportano i Cdc di Atlanta sembrerebbe che solo coloro che hanno i sintomi, nelle prime fasi della malattia, contagerebbero altre persone.
Cosa dicono gli esperti
Soprattutto in presenza di quelli che vengono definiti super spreader, cioè super diffusori, persone più contagiose di altre». Potrebbe esserci stato un superspreader sulla nave MV Hondius ? «È compatibile con la distribuzione dei tempi di incubazione, in quanto il primo caso avrebbe sviluppato i sintomi verso la fine della prima settimana di aprile, gli altri casi tra l’ultima settimana di aprile e la prima di maggio.
Si è creata una condizione un po’ unica: una persona già infetta è salita a bordo di una nave, cioè in dentro un ambiente chiuso e affollato in cui sono frequenti i contatti ravvicinati e prolungati. La trasmissione del virus avviene per via respiratoria». Normalmente quanto è lunga l’incubazione della malattia?
«La durata è variabile, addirittura è stato riportato un periodo di 42 giorni, però nella maggior parte dei casi è compresa tra le 2 e le 4 settimane». Quanti tipi di Hantavirus ci sono?
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





