
Giuli tarda 40 minuti e Cacciari lo stronca: Riviste eretiche contro chi? Contro nullità politiche?
Leggi in app Giuli tarda 40 minuti e Cacciari lo stronca: Riviste eretiche contro chi? Contro nullità politiche? di Ottavia Giustetti (lapresse) Tensione e ironia al Salone del libro per l’incontro con Alessandro Giuli,...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Giuli tarda 40 minuti e Cacciari lo stronca: Riviste eretiche contro chi? Contro nullità politiche? di Ottavia Giustetti (lapresse) Tensione e ironia al Salone del libro per l’incontro con Alessandro Giuli, Massimo Cacciari e Marco Tarchi sul progetto del ministro di un Salone delle riviste culturali 14 Maggio 2026 Aggiornato 15 Maggio 2026 alle 00:39 2 minuti di lettura “Alla buon’ora signor ministro” urla una donna dal pubblico quando, finalmente, con 40 minuti di ritardo Alessandro Giuli varca la soglia della Sala Blu del Lingotto.
Risuonano dalla platea coretti, risate, qualche timido applauso di incoraggiamento. Giuli si scusa con gli ospiti ma l’atmosfera sembra già guastata dalla lunga attesa: “Iniziamo senza il ministro! ”, “Bastava Cacciari!
I dettagli
” si è sentito commentare di quando in quando. Qualcuno ha azzardato: “Maleducato”. (ansa) E’ il primo giorno di Salone, condividono il palco con il ministro della Cultura, Massimo Cacciari e Marco Tarchi.
Il filosofo e il politologo devono discutere sul tema Il mondo immaginato delle riviste, una sorta di anticipazione del progetto di Giuli di realizzare un Salone delle riviste, a Pistoia, a dicembre 2026. Cacciari è subito drastico: “Il tempo delle riviste è finito – dice -, non ce ne sono più. Una rivista nasceva in un clima politico particolare, in Italia nell’immediato dopoguerra o nella stagione del primo Novecento.
Allora gli intellettuali anche di idee diverse, potevano essere tutti animati da questo progetto di creare un vero laboratorio, un laboratorio intellettuale, un laboratorio politico”. Tarchi modera un poco i toni di Cacciari ma sottoscrive parola per parola il suo pessimismo e non concede nulla anche se Giuli sembra averlo invitato ritenendolo più vicino alle sue posizioni politiche, forse per non sentirsi in minoranza. “Oggi ci sono umori ma non progetti – dice il politologo che molti ritengono fondatore della Nuova Destra italiana, tra i maggiori studiosi dei populismi – questo per me è un elemento discriminante.
Cosa dicono gli esperti
Quello che si muove, l'abbiamo visto anche recentemente in manifestazioni di massa più o meno esplosive, è un universo di umoralità che possono avere le ragioni migliori del mondo dietro di sé ma che non si coagulano se non in forme, appunto, di vero antagonismo perché la progettazione che se si parla di identità collettive è ormai sfiorita”. Salone del Libro, Giuli arriva in ritardo e Cacciari sbotta: "Io me ne vado" Il ministro, seduto tra i due, incassa ma non si lascia scoraggiare. Aveva affidato loro la “preziosa anticipazione” del progetto annunciando in tarda mattinata.
“Oggi io vi annuncio anche che nascerà un Salone italiano delle riviste – aveva detto dal palco dell’inaugurazione -. Ed è un progetto pensato come appuntamento annuale, capace di riunire editori, direttori, intellettuali, critici specializzati, gli potenziali lettori di massa, fra i quali mi pregio di annoverarmi.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





