
Paolo Sorrentino pigliatutto, otto Nastri a La grazia: “Li dedico a mio nipote”
cinema Leggi in app Paolo Sorrentino pigliatutto, otto Nastri a La grazia: “Li dedico a mio nipote” di Arianna Finos Ai premi hanno dominato anche i film di Michieletto e Alfieri mentre Servillo, Ferzetti e Mastandrea...
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Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. cinema Leggi in app Paolo Sorrentino pigliatutto, otto Nastri a La grazia: “Li dedico a mio nipote” di Arianna Finos Ai premi hanno dominato anche i film di Michieletto e Alfieri mentre Servillo, Ferzetti e Mastandrea sono i migliori protagonisti L'ascolto è riservato agli abbonati premium 24 Giugno 2026 alle 21:40 2 minuti di lettura C’è molta Grazia ai Nastri d’Argento. Il film di Paolo Sorrentino domina con otto premi su nove candidature, dal miglior film alla regia, dalla sceneggiatura ai riconoscimenti per Toni Servillo e Anna Ferzetti. È il risultato più netto della serata al Teatro Argentina e incorona uno dei titoli più importanti della stagione.
«Dedico questi Nastri a mio nipote Maurizio - dice il regista - sono nonno da un anno». "La grazia", i dilemmi morali del presidente Toni Servillo nel film di Paolo Sorrentino - trailer Presentato in apertura alla Mostra di Venezia, Coppa Volpi a Toni Servillo per la migliore interpretazione maschile, La grazia ha poi attraversato la scorsa annata dei premi in modo non lineare, restando fuori dal palmarès dei David malgrado le numerose candidature. I Nastri sanciscono ora il riconoscimento più ampio, un risultato in controtendenza rispetto alle scelte dell’Accademia che aveva invece puntato otto David su Le città di pianura di Francesco Sossai, film d’autore diventato il caso della stagione.
I dettagli
La grazia, per Jodie Foster «il miglior film dell’anno», anche se per scelta non si è candidato a rappresentare l’Italia agli Oscar ha continuato a circolare molto nel dibattito culturale grazie ai temi affrontati, dal fine vita al peso delle decisioni istituzionali. Attraverso la figura del presidente della Repubblica Servillo, Sorrentino racconta il potere non come astrazione ma come responsabilità quotidiana, restituendo un ritratto delle istituzioni insolito per il nostro cinema recente. I premi più importanti della serata sono stati il miglior film, regia e sceneggiatura per Sorrentino, migliori protagonisti Toni Servillo e Anna Ferzetti, non protagonista Milvia Marigliano e poi la fotografia di Daria D’Antonio e il sonoro di Emanuele Cecere e Mirko Perri.
Vince ancora il sodalizio Servillo-Sorrentino («Toni l’ho dovuto prendere per forza - scherza il premio Oscar - tutti gli altri attori stavano facendo i registi»), anche se l’attore condivide il premio da miglio attore con Valerio Mastandrea, padre dilaniato a causa di una perdita in Cinque secondi di Paolo Virzì. Tre Nastri vanno a 40 secondi di Vincenzo Alfieri, con Francesco Gheghi non protagonista, montaggio e casting. Tripletta anche per Primavera di Damiano Michieletto, miglior esordio, musica di Fabio Massimo Capogrosso, costumi di Mara Rita Barbera e Gaia Calderone.
Per la commedia si impone La vita va così di Riccardo Milani, che dedica il premio alla Sardegna e a Gigi Riva, a Buen camino di Checco Zaloneva il Nastro dell’anno.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





