
Papa Leone non arretra: “Stiamo con le vittime”. Parolin: attacchi strani
Leggi in app Papa Leone non arretra: “Stiamo con le vittime”. Parolin: attacchi strani di Iacopo Scaramuzzi All’udienza generale in piazza San Pietro il Pontefice invita a “rifiutare tutto ciò che mortifica la vita”...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Leggi in app Papa Leone non arretra: “Stiamo con le vittime”. Parolin: attacchi strani di Iacopo Scaramuzzi All’udienza generale in piazza San Pietro il Pontefice invita a “rifiutare tutto ciò che mortifica la vita” L'ascolto è riservato agli abbonati premium 07 Maggio 2026 alle 01:00 2 minuti di lettura Con le «vittime della violenza e della guerra» e impegnati a promuovere un «regno di giustizia, di amore e di pace». Il giorno prima dell’udienza a Marco Rubio, Leone XIV ricorda come si colloca la Chiesa cattolica nel mondo.
Se il Segretario di Stato Usa arriva a Roma per tentare di ricucire un rapporto strapazzato dalle ripetute esternazioni di Donald Trump, da ultimo l’attacco a Leone per la guerra in Iran, lui vola alto. All’udienza generale in piazza San Pietro parla di escatologia, la Chiesa, dice ai fedeli raccolti all’interno del colonnato berniniano, «cammina in questa storia terrena sempre orientata verso la meta finale, che è la patria celeste». Sviscera il senso dei documenti del Concilio vaticano II (1962-1965), spiega che la Chiesa, «custode di una speranza che illumina il cammino», è «investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono, nel corpo e nello spirito».
I dettagli
E «proprio a partire dalla promessa finale», dice, la Chiesa «legge e interpreta a partire dal Vangelo i dinamismi della storia, denunciando il male in tutte le sue forme e annunciando, con le parole e con le opere, la salvezza che Cristo vuole realizzare per tutta l’umanità e il suo Regno di giustizia, di amore e di pace». Dinamismi della storia nei quali Leone non esita a immergersi. Quando in questi giorni ha inviato un messaggio al parroco di Gaza, «manifestando – ha raccontato lo stesso padre Gabriel Romanelli – la sua vicinanza, le sue preghiere, la sua preoccupazione per l’intera situazione, pregando giorno dopo giorno per la fine della guerra».
O quando ieri ha fatto una sorpresa ai parroci del sud del Libano con una videochiamata avvenuta – lo ha raccontato Vatican News – durante l’udienza al nunzio nel paese dei Cedri, monsignor Paolo Borgia, da mesi impegnato a portare conforto alle popolazioni strette tra i tiri di arma da fuoco di Hezbollah e i bombardamenti israeliani che non si interrompono. Leone XIV: “La Chiesa annuncia la pace”.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





