
Prima Giornata nazionale contro il bodyshaming, Montecitorio e Comuni illuminati di fucsia
'La vergogna è negli occhi di chi offende' è lo slogan della prima campagna nazionale di sensibilizzazione contro il bodyshaming, promossa da Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul...
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Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. 'La vergogna è negli occhi di chi offende' è lo slogan della prima campagna nazionale di sensibilizzazione contro il bodyshaming, promossa da Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e prima firmataria della legge del 3 Ottobre 2025 n. 150 che ha istituito nel 16 di maggio di ogni anno la Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone. Si definisce come bodyshaming il fatto di deridere o discriminare qualcuno per il suo aspetto fisico.
"Gli obiettivi della campagna - spiega la deputata di Noi Moderati - sono sensibilizzare e responsabilizzare sul fenomeno del bodyshaming, diventata una vera stortura sociale; promuovere, soprattutto fra i giovani, una cultura del rispetto, per far comprendere la gravità dei comportamenti denigratori, mostrando le gravi conseguenze, fisiche, emotive, relazionali e sociali che possono causare; aumentare la consapevolezza anche degli adulti; far impegnare istituzioni nazionali e locali, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e di secondo grado, organizzazioni della società civile ed enti del Terzo settore". Ottomila comuni e 16 Regioni coinvolte e Montecitorio illuminato di rosa dal tramonto di sabato all'una di domenica, incontri e materiale informativo per tutte le scuole saranno i temi della giornata. La richiesta ai sindaci è quella di illuminare di fucsia i monumenti cittadini, mentre ai dirigenti scolastici che aderiranno viene chiesto di organizzare laboratori ed incontri con gli esperti.
I dettagli
I contenuti della giornata erano stati anticipati il 14 maggio a Mestre (Venezia) nel corso di un incontro promosso dall'on. "Questo è un processo - ha detto Semenzato - che inizia con una giornata di sensibilizzazione perché è l'inizio di un percorso. Poi ci deve essere la sensibilità di continuare questi percorsi, come si fa per la violenza di genere.
Parliamo e sensibilizziamo sempre sulla cultura del rispetto, che è alla base di qualsiasi cosa: dalla nostra vita sociale alla vita familiare e, perché no, anche alla nostra vita politica. La cultura è di rispetto anche e soprattutto nel linguaggio". "Abbiamo chiesto - ha proseguito - che vengano illuminate le istituzioni con il colore fucsia, io ho spedito ottomila lettere ai nostri comuni, tantissimi hanno risposto aderendo a questa iniziativa, a partire da Montecitorio che sarà illuminato di fucsia.
È un piccolo passo, ma la cultura del rispetto si costruisce con il fare.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





