
Sanchez non molla, ma ora anche gli alleati lo attaccano: 'Fai come Starmer'
Non era facile la prova al Congresso nel giorno più fragile della sua leadership, stretto fra il fronte giudiziario sempre più esteso e una condanna politica che, per la prima volta, passa anche dagli alleati, alcuni...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Non era facile la prova al Congresso nel giorno più fragile della sua leadership, stretto fra il fronte giudiziario sempre più esteso e una condanna politica che, per la prima volta, passa anche dagli alleati, alcuni dei quali lo hanno spinto apertamente verso un'uscita di scena "alla Keir Starmer". Ma il premier spagnolo Pedro Sanchez, fra gli ultimi moicani della sinistra al governo, si è rivolto ai deputati deciso a vendere caro lo scalpo: ha negato una "corruzione sistemica" nel suo partito e ha provato a blindare la linea di difesa, separando i piani nell'alluvione di inchieste e processi che colpiscono l'esecutivo e la sua cerchia. "Non sono mai stato a conoscenza di queste pratiche, non le avrei mai tollerate", ha assicurato Sanchez, riferendosi alla condanna a 24 anni dell'ex fedelissimo e segretario organizzativo del Psoe, Josè Luis Abalos, per tangenti nelle forniture di mascherine durante il Covid, "un caso flagrante di corruzione".
A fronte di "figure politiche e mediatiche" che "stanno cercando di creare la sensazione di una corruzione diffusa che non esiste", Sanchez ha difeso l'azione dell'esecutivo contro il malaffare. Da quando è salito al governo nel 2018, scalzando con una mozione di sfiducia l'allora premier dei popolari, Mariano Rajoy, con la promessa di "rigenerazione democratica". Ma se un anno fa, in questa stessa aula, nella crisi provocata dalle accuse a Santos Cerdan - il nuovo braccio destro nominato al posto di Abalos - il premier aveva ammesso di aver valutato le dimissioni, chiedendo scusa in Parlamento e annunciando un pacchetto di misure anticorruzione, questa volta il quadro politico e giudiziario è molto più pesante.
I dettagli
Con le inchieste che coinvolgono la moglie Begona Gomez e il fratello David Sanchez, colpiti da misure cautelari che "superano ogni limite del ragionevole" e sono sintomo di "una persecuzione", ha denunciato il premier. "Solo chiedo che la giustizia sia giusta e giochi pulito", ha quindi invocato. Il premier ha anche negato un trattamento di favore nel salvataggio statale della compagnia aerea Plus Ultra, rifrendosi all'indagine che coinvolge il suo mentore, l'ex premier José Luis Rodriguez Zapatero.
E ha rivendicato la linea del rigore: "Il Psoe non si è finanziato in maniera irregolare", ha giurato, suscitando proteste dai banchi delle opposizioni. La difesa accorata di Sanchez non è però riuscita a convincere né l'opposizione né gli alleati di governo. La replica del leader dei popolari, Alberto Nunez Feijoo, è stata durissima: "E' lei la corruzione, l'aggressore degli spagnoli", ha infierito, chiedendo di nuovo lo scioglimento delle Camere e un ritorno alle urne, sulla stessa linea del leader di Vox, Santiago Abascal.
Ma il vero affondo è venuto dai banchi degli ex soci, dove la portavoce del partito indipendentista Junts per Catalunya, Miriam Noguera, ha deriso "un governo indebolito".
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





