
Trump a Pechino con 17 super ceo, punta al 'Board of Trade'
Due formule, 'tre T' e 'cinque B', per riassumere le priorità di Xi Jinping e Donald Trump, atterrato a Pechino con la delegazione di 17 super Ceo di Wall Street, lo sperato grimaldello della diplomazia tra Iran e...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Importanti sviluppi emergono sulla scena mondiale. Due formule, 'tre T' e 'cinque B', per riassumere le priorità di Xi Jinping e Donald Trump, atterrato a Pechino con la delegazione di 17 super Ceo di Wall Street, lo sperato grimaldello della diplomazia tra Iran e Taiwan. I due leader, al loro settimo faccia a faccia, si avviano a testare nella Grande sala del popolo, su Piazza Tienanmen, i rispettivi rapporti di forza sull'ampio spettro di dossier che spaziano dal commercio alla tecnologia e all'IA, oltre ai complessi temi geopolitici. L'amministrazione americana è in Cina schierando la potenza di fuoco delle 'cinque B', rigorosamente economiche, basate sugli impegni cinesi ad acquistare carne e semi di soia (beef e beans, per rispondere alle richieste della base elettorale del tycoon), sugli ordini per la Boeing (sono circolate voci di commesse mandarine in arrivo per centinaia di aerei) e sul lancio, al fine di esplorare aree di collaborazione, di un Board on Investments e di un Board of Trade, che diventerebbe una camera di discussione sui dazi.
Secondo alcune voci circolate al Congresso, ci sarebbero le promesse per mille miliardi di investimenti cinesi negli Usa: un'ipotesi che ha creato allarme bipartisan e, soprattutto, le ire delle fronde del mondo Maga più conservatrici e nazionaliste. Trump, per rafforzare l'approccio business, ha portato il patron di Tesla, Elon Musk (apparso subito alle spalle del tycoon appena sceso dall'Air Force One) e il capo uscente di Apple, Tim Cook. Nella lista presentata compare Larry Fink, il numero uno di BlackRock, il cui piano d'acquisto con la Msc di Gianluigi Aponte dei due porti di Panama dalla conglomerata di Hong Kong, CK Hutchison, ha incontrato lo scorso anno la ferma opposizione di Pechino.
I dettagli
C'è la presidente di Meta, Dina Powell McCormick, a poche settimane dallo stop mandarino all'offerta da 2 miliardi per l'acquisizione di Manus, società IA basata a Singapore e fondata in Cina. Infine, si è aggiunto all'ultimo momento, con lo stop di Trump in Alaska nel viaggio verso il Dragone, 'Mr Nvidia', Jensen Huang, allo scopo di "sostenere l'America e gli obiettivi dell'amministrazione", stando a quanto dichiarato da un portavoce dell'azienda leader mondiale dei chip per l'IA. E poi c'è il nodo Iran, con il presidente Usa che cercherà di convincere Xi a premere sull'Iran per un accordo e per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Pechino, invece, risponde con un'altra formula, le 'tre T', basate su tariffe, tecnologia e Taiwan, come la chiave del successo della stabilità non solo delle relazioni bilaterali, ma anche a livello globale. Si tratta, in altri termini, della estensione della tregua nella guerra commerciale, siglata nell'incontro di fine ottobre 2025, a margine dell'Apec in Corea del Sud, nonché degli auspici di minori controlli nell'export hi-tech, a partire dai microchip di Nvidia, vitali per Pechino.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





