
I talebani a Bruxelles, dialogo con l’Ue sui rimpatri degli afghani tra le polemiche
Leggi in app I talebani a Bruxelles, dialogo con l’Ue sui rimpatri degli afghani tra le polemiche di Paolo Brera () Li ha convocati la Commissione europea per “colloqui tecnici” sul ritorno in Afghanistan di chi non...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: Leggi in app I talebani a Bruxelles, dialogo con l’Ue sui rimpatri degli afghani tra le polemiche di Paolo Brera () Li ha convocati la Commissione europea per “colloqui tecnici” sul ritorno in Afghanistan di chi non hanno ottenuto l’asilo politico. Un incontro contestato da europarlamentari e ong per i diritti umani 24 Giugno 2026 alle 10:43 2 minuti di lettura Cinque anni dopo aver conquistato Kabul, i talebani ieri sono sbarcati a Bruxelles. Li ha invitati ufficialmente la Commissione europea: sebbene non ne riconosca il regime, li ha convocati per “colloqui tecnici” sul rimpatrio degli afghani che non hanno ottenuto l’asilo politico.
Un incontro contestato da europarlamentari e ong per i diritti umani, ma fortemente voluto dal governo dell’Unione. Al punto che l’incontro si è svolto al di fuori dalle sedi istituzionali, per non offrire una forma di riconoscimento inaccettabile a un regime che non rispetta i diritti umani più elementari, ma che è stato “copresieduto dai servizi della Commissione europea e dalla Svezia”, spiega un portavoce della Commissione Ue. Una “riunione con i rappresentanti tecnici delle autorità de facto afghane responsabili del rimpatrio e della riammissione” - cioè una delegazione di cinque talebani guidata da un portavoce, Abdul Qahar Balkhi - alla quale “hanno partecipato 15 Stati membri”.
Va avanti da tempo il braccio di ferro tra chi antepone i diritti violati e chi vuole chiudere uno dei fronti migratori più consistenti in Europa, con circa un milione di persone, rimandando indietro chi commette reati. Il regime medievale dei talebani ha ripristinato la gogna e le esecuzioni pubbliche, uccide i dissidenti in piazza e vieta alle donne il lavoro, lo studio e persino la possibilità di uscire di casa senza essere accompagnate da un uomo. Ma con una lettera inviata lo scorso ottobre “i ministri di 20 Stati membri e Paesi associati a Schengen hanno chiesto alla Commissione di coordinare a livello Ue i contatti tecnici sul rimpatrio e la riammissione in Afghanistan, sottolineando che il rimpatrio delle persone che hanno commesso reati gravi o che rappresentano una minaccia per la sicurezza è una priorità”, spiega il portavoce della Commissione.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





