
Witkoff e Kushner in Svizzera: al via il tavolo tecnico con l’Iran
Leggi in app Witkoff e Kushner in Svizzera: al via il tavolo tecnico con l’Iran di Massimo Basile () Al centro del primo round, ci sono gli asset da scongelare. Teheran aspira a parte dei 100 miliardi L'ascolto è...
No Meeting by June 30 — Where will Trump and Putin meet after that?
Una vicenda rilevante si sta delineando sullo scenario internazionale. Leggi in app Witkoff e Kushner in Svizzera: al via il tavolo tecnico con l’Iran di Massimo Basile () Al centro del primo round, ci sono gli asset da scongelare. Teheran aspira a parte dei 100 miliardi L'ascolto è riservato agli abbonati premium 21 Giugno 2026 alle 01:00 1 minuti di lettura I negoziati tra Stati Uniti e Iran riprendono oggi a Bürgenstock, vicino al lago di Lucerna, in Svizzera, ma le aspettative sono basse. L’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, è arrivato ieri, accolto dall’altro mediatore americano, il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, con il quale Witkoff si è occupato degli aspetti tecnici del negoziato, resi incerti dai continui scontri tra forze israeliane e Hezbollah in Libano.
Il vicepresidente JD Vance è in arrivo oggi. «Pianificheremo i colloqui quando arriveranno i rappresentanti del governo iraniano, del Qatar e del Pakistan», ha detto. «Queste cose sono sempre in continua evoluzione», ha aggiunto.
I dettagli
Nelle stesse ore Islamabad ha confermato l’inizio dei negoziati per oggi, aggiungendo che saranno incentrati sull’attuazione del Memorandum d’intesa. Della delegazione iraniana faranno parte il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della Banca centrale iraniana Abdolnaser Hemmati e il viceministro del Petrolio Hamid Bovard. Intanto il ministro degli Interni pakistano, Mohsin Naqvi, ha incontrato Araghchi, al quale ha chiesto di non rinviare i colloqui con gli americani.
La notizia non è uscita casualmente: il successo di questo nuovo ciclo di incontri appare incerto. Il portavoce di Araghchi, Esmail Bagahei, ha ammesso che in Svizzera potrebbe non accadere molto. «Questo viaggio serve a chiedere che la parte americana adempia ai propri obblighi», ha dichiarato.
«Se ciò non dovesse avvenire - ha aggiunto - l’intero memorandum rischierà di essere compromesso». In ballo ci sono gli asset iraniani da sbloccare. Secondo il Wall Street Journal, Stati Uniti e Qatar lavorano a un piano per rendere disponibili miliardi di dollari di fondi congelati da destinare a “spese umanitarie”, formula scelta per non alimentare il malumore della base Maga, irritata dalla concessione di aiuti a Teheran, dopo che Trump aveva criticato l’ex presidente Barack Obama per aver sbloccato 1,8 miliardi di dollari nell’accordo con l’Iran del 2015.
Cosa dicono gli esperti
Le cifre attuali sono molto maggiori. Il piano, secondo il Wsj, punta a consentire all’Iran di accedere subito a parte dei 100 miliardi di dollari congelati nel mondo, a partire dai 6 miliardi attualmente in Qatar. L’accordo autorizzerebbe l’acquisto di cibo, medicinali e altri beni umanitari ordinati dalla Banca centrale iraniana utilizzando i ricavi dalle vendite di petrolio congelati all’estero.
I sei miliardi sarebbero la prima tranche dei 24 che l’Iran ha chiesto di riavere prima possibile.
Lo sviluppo ha attirato ampia attenzione internazionale, con gli ambienti diplomatici che lo seguono da vicino.





