
Festival dei Popoli celebra storia del punk con omaggio a Lech Kowalski
L'ascesa e il declino dei Sex Pistols, il ritratto struggente di Johnny Thunders, le tante vite di Dee Dee Ramone: il Festival dei Popoli celebra i 50 anni del punk con l'omaggio a Lech Kowalski, il documentarista che...
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Ecco le ultime notizie da tutto il mondo: L'ascesa e il declino dei Sex Pistols, il ritratto struggente di Johnny Thunders, le tante vite di Dee Dee Ramone: il Festival dei Popoli celebra i 50 anni del punk con l'omaggio a Lech Kowalski, il documentarista che ha raccontato la storia dello storico movimento generazionale. Il regista sarà ospite a Firenze, per la 67a edizione del festival internazionale di cinema documentario, che si svolgerà dal 31 ottobre all'8 novembre 2026. L'omaggio a Kowalski si inserisce nel contesto di 'Let the music play', la sezione del festival dedicata al cinema documentario che indaga la musica e i suoi protagonisti.
In programma la trilogia sul punk di Lech Kowalski composta da D. - A Rite of Passage (1981), Born to Lose - The Last Rock'n'Roll Movie (1999) e Hey Is Dee Dee Home? (2002) insieme al magistrale e biografico East of Paradise (2005): il regista, ospite in sala per tutte le proiezioni in suo omaggio, terrà anche una masterclass aperta al pubblico.
I dettagli
"La 67° edizione del Festival dei Popoli ci permetterà di celebrare molte ricorrenze" - ha dichiarato il direttore artistico Alessandro Stellino - e tra queste anche quella dei cinquanta anni dalla nascita del punk. All'interno del programma, la sezione dedicata ai documentari musicali si è sempre distinta per l'originalità delle scelte e a novembre sarà nostro ospite a Firenze uno dei massimi documentaristi dell'ultimo mezzo secolo". "Dalla fine degli anni '70 a oggi - sottolinea -, Lech Kowalski ha filmato lo scontro tra culture e generazioni, l'abisso che separa ideali e fallimenti, le fratture sociali e le loro ripercussioni nella vita delle persone, facendo emergere un mondo segnato da ingiustizie e violenze, oltre che il senso profondo di rivalsa nei confronti degli esuli, dei combattenti e degli sconfitti".
"La sua trilogia punk - ha concluso Stellino - accompagnata dall'imprescindibile film di una vita, è il racconto folgorante di un'epoca sull'orlo di un baratro, realizzato con uno stile e un approccio unici nella storia del cinema".
La vicenda è ora tra i temi più rilevanti dell’agenda globale.





